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[visioni dal fondo]
cantiere del foglio libertario

Archive

Mar
16th
Sun
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Sul congedo di Carmine Stallone

Ti aspetti un Rocky, un Rambo, un mascellone
pettoruto ed invece pian pianino
ti trotterella avanti quest’omino
e dice: sono Carmine Stallone.

Sembra un pischello che ha perso il pallone
uno cui hanno fregato il panino:
ha l’aspetto sconfitto d’un fantino
caduto malamente dall’arcione.

“Ah, l’orco comunista m’ha mangiato
come faceva un tempo coi mininni”
singhiozza, deplorando la sua sorte.

Dalla terra una voce tuona forte:
“ha già sfidato abbastanza le Erinni,
se lo riprenda chi ce l’ha mandato”.
Jan
13th
Sun
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Immigrati: getta uomo in mare, fermato comandante motopesca

 Il comandante di un motopeschereccio italiano, Mariano Ruggiero, di 46 anni, e’ stato sottoposto a fermo dai carabinieri di Lampedusa (Agrigento) perche’ accusato dell’omicidio di un clandestino. Secondo quanto si e’ appreso la notte scorso, nelle acque a circa 50 miglia a Sud delle isole Pelagie, un gommone con a bordo 60 extracomunitari, che stava effettuando la traversata dal Nord Africa ha incrociato la rotta del peschereccio italiano. Un immigrato, probabilmente un somalo, si e’ tuffato ed e’ riuscito a raggiungere il peschereccio, ma il comandante dell’imbarcazione ne avrebbe ostacolato la permanenza a bordo, ributtandolo in mare. A denunciare l’accaduto sono stati gli altri immigrati appena giunta a Lampedusa nel centro di accoglienza. Poi nella notte a Lampedusa e’ giunto il peschereccio in questione, che doveva depositare il pescato, e immediatamente sono iniziate le indagini da parte dei carabinieri che acquisendo anche le dichiarazioni degli altri membri dell’equipaggio hanno chiarito la vicenda. Mariano Ruggiero e’ stato messo a bordo della nave che collega Lampedusa con Porto Empedocle e verra’ tradotto nel carcere di contrada Petrusa e messo a disposizione dell’autorita’ giudiziaria per il prosieguo delle indagini. Sono intanto ancora in corso le ricerche del corpo dell’immigrato. Sul posto vi sono mezzi della Guardia costiera, della Marina e della Guardia di Finanza.
  Repubblica
Dec
16th
Sun
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Avenarius

Via Galiani: gomme bucate per tutti i residenti

Strani episodi vandalici si sono verificati la scorsa notte a Foggia. Al risveglio i residenti di via Celestino Galiani hanno trovato una spiacevole sorpresa. A ben 28 auto, tutte parcheggiate nella zona, ignoti avevano forato le gomme. Su questo balordo fatto di cronaca sta indagando la Polizia di Stato.

Teleradioerre

Dec
2nd
Sun
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Peyretti

E l´aldilà? E il giudizio finale? Ecco la risposta: «Dio al momento della morte dei potenti brucerà la loro superbia e i delitti, facendoli ardere come grattacieli polverizzati, e dalle loro ceneri puzzolenti farà uscire piccole anime umiliate e così risanate e salvate». Le due torri abbattute l´11 settembre 2001 «sono il segno di rivelazione che ci è stato dato».

Qui 

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Bosch, Cristo deriso.
Bosch, Cristo deriso.
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Un dolore beato

47. Alcuni teologi recenti sono dell’avviso che il fuoco che brucia e insieme salva sia Cristo stesso, il Giudice e Salvatore. L’incontro con Lui è l’atto decisivo del Giudizio. Davanti al suo sguardo si fonde ogni falsità. È l’incontro con Lui che, bruciandoci, ci trasforma e ci libera per farci diventare veramente noi stessi. Le cose edificate durante la vita possono allora rivelarsi paglia secca, vuota millanteria e crollare. Ma nel dolore di questo incontro, in cui l’impuro ed il malsano del nostro essere si rendono a noi evidenti, sta la salvezza. Il suo sguardo, il tocco del suo cuore ci risana mediante una trasformazione certamente dolorosa « come attraverso il fuoco ». È, tuttavia, un dolore beato, in cui il potere santo del suo amore ci penetra come fiamma, consentendoci alla fine di essere totalmente noi stessi e con ciò totalmente di Dio. Così si rende evidente anche la compenetrazione di giustizia e grazia: il nostro modo di vivere non è irrilevante, ma la nostra sporcizia non ci macchia eternamente, se almeno siamo rimasti protesi verso Cristo, verso la verità e verso l’amore. In fin dei conti, questa sporcizia è già stata bruciata nella Passione di Cristo. Nel momento del Giudizio sperimentiamo ed accogliamo questo prevalere del suo amore su tutto il male nel mondo ed in noi. Il dolore dell’amore diventa la nostra salvezza e la nostra gioia. È chiaro che la « durata » di questo bruciare che trasforma non la possiamo calcolare con le misure cronometriche di questo mondo. Il « momento » trasformatore di questo incontro sfugge al cronometraggio terreno – è tempo del cuore, tempo del « passaggio » alla comunione con Dio nel Corpo di Cristo [39]. Il Giudizio di Dio è speranza sia perché è giustizia, sia perché è grazia. Se fosse soltanto grazia che rende irrilevante tutto ciò che è terreno, Dio resterebbe a noi debitore della risposta alla domanda circa la giustizia – domanda per noi decisiva davanti alla storia e a Dio stesso. Se fosse pura giustizia, potrebbe essere alla fine per tutti noi solo motivo di paura. L’incarnazione di Dio in Cristo ha collegato talmente l’uno con l’altra – giudizio e grazia – che la giustizia viene stabilita con fermezza: tutti noi attendiamo alla nostra salvezza « con timore e tremore » (Fil 2,12). Ciononostante la grazia consente a noi tutti di sperare e di andare pieni di fiducia incontro al Giudice che conosciamo come nostro « avvocato », parakletos (cfr 1 Gv 2,1).

Spe Salvi